Grazie di Curtatone

Grazie di Curtatone: santuario, madonnari e Fiera

Grazie di Curtatone invita a guardare insieme il santuario, il borgo e il paesaggio del Mincio. La visita può partire dalla facciata della chiesa, proseguire con la storia della fiera e aprirsi verso l'acqua. Sono aspetti diversi dello stesso luogo: la devozione, l'arte sul sagrato e la natura lungo il fiume. Per scegliere che cosa approfondire, conviene distinguere la storia degli edifici dagli appuntamenti legati a un'edizione della manifestazione e dalle fioriture estive.

Il santuario delle Grazie

La ricostruzione storica dei Borghi più Belli d'Italia sul borgo di Grazie colloca nel 1399 la posa delle fondamenta del Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Francesco Gonzaga lo volle come ex voto per la fine della peste: un'offerta di riconoscenza, che aiuta a capire il legame tra l'edificio e la devozione del luogo. La consacrazione avvenne nel 1406. Intorno al santuario sorse un villaggio in cui i pellegrini potevano trovare cibo e alloggio e acquistare immagini benedette.

Il santuario è in stile gotico lombardo. La facciata guarda verso il borgo, mentre il Mincio scorre alle sue spalle; l'edificio si trova in posizione rialzata sui canneti. Prima di entrare, vale la pena soffermarsi sulla loggia: tredici archi a tutto sesto poggiano su quattordici colonne. Le lunette sotto il porticato, affrescate nel Seicento, raccontano la storia del luogo.

Per leggere questi dettagli senza trasformare la visita in un elenco di date, si può partire da una domanda semplice: come dialogano chiesa, piazza e fiume? La facciata rivolta al borgo e l'acqua sul retro offrono due punti di osservazione. Il porticato invita invece a passare dalla forma degli archi alle immagini delle lunette, dando tempo a ogni elemento.

La Fiera delle Grazie, dal 1425

Il resoconto del Comune di Curtatone sulla Fiera delle Grazie indica il 1425 come anno di nascita del mercato istituito per la Festa dell'Assunta. La cronologia dei Borghi più Belli d'Italia ricorda nello stesso anno la prima menzione della fiera. Il Comune descrive una manifestazione che unisce spiritualità, arte e tradizione popolare e richiama oltre 100mila presenze.

L'edizione 2026 si è svolta dal 13 al 16 agosto, con appuntamenti dedicati anche a cultura, spettacolo, natura e gastronomia. Queste date descrivono quell'edizione: per pensare a una visita in un altro anno, occorre distinguere la tradizione della festa dal calendario della singola manifestazione. La storia del mercato spiega perché il santuario e la vita del borgo siano entrambi centrali nel racconto della fiera.

L'Incontro Nazionale dei Madonnari

Il primo raduno nazionale dei Madonnari risale al 1973, secondo la cronologia dei Borghi più Belli d'Italia. Nel resoconto comunale dell'edizione 2026, il 52° Incontro Nazionale dei Madonnari ha portato sul sagrato oltre 100 artisti provenienti da tutto il mondo. Le opere erano effimere e di ispirazione sacra: il piazzale del santuario diventava così una galleria d'arte a cielo aperto.

Il carattere temporaneo delle opere suggerisce un modo di osservarle diverso da quello di una collezione permanente. Durante un incontro, si può dedicare attenzione a una composizione alla volta, confrontando soggetti, colori e scelte dei diversi artisti. Il rapporto con il santuario aiuta a leggere l'ispirazione sacra descritta dal Comune. Chi sceglie la visita per vedere i Madonnari deve quindi considerare il calendario dell'incontro, oltre alla storia del borgo.

In barca sul Mincio, tra canneti e fiori di loto

La descrizione dei Borghi più Belli d'Italia accompagna il visitatore dai prati che scendono verso il Mincio alla navigazione sul fiume e sui suoi canali. Il paesaggio comprende canneti e ninfee e, in estate, fiori di loto. Sul Lago Superiore compare il profilo di Mantova: l'acqua offre un punto di osservazione diverso da quello delle vie cittadine.

Per dare spazio a questa parte della visita, si può pensare al paesaggio come a un soggetto da osservare, senza cercare soltanto un monumento da raggiungere. Canneti, ninfee e loto sono elementi distinti: la descrizione della navigazione invita a riconoscerli e a guardare come si inseriscono nel panorama. La presenza estiva dei fiori va tenuta separata dai dettagli architettonici del santuario, che non dipendono dalla stagione.

Un itinerario personale può quindi mettere al centro la chiesa, la fiera oppure il fiume. Scegliere una priorità aiuta a lasciare tempo agli altri aspetti, senza pretendere che una sola visita coincida con tutti gli appuntamenti e tutte le fioriture.